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14 September 2016

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 9

Tema spinoso per il penultimo tema: il rapporto di coppia!

Per questo spinoso tema ho voluto aprire il dibattito su Facebook in un gruppo di mamme di Torino che ringrazio, il gruppo di Vitamina Mamma.

Quanto segue quindi non è il mio personale punto di vista, ma il punto di vista generale di un gruppo di mamme. Io sono però responsabile del riassunto, quindi l'interpretazione è mia e chiedo scusa in anticipo per ogni eventuale errore/incomprensione.

I racconti delle mamme intervistate sono veramente diversi, alcuni molto positivi, altri molto negativi, altri "nel mezzo", ma c'è una sorta di filo conduttore.

Ciò che emerge prepotentemente dalle testimonianze raccolte è che l'arrivo di un figlio (soprattutto del primo) è davvero una bomba per la coppia. Una bomba che esplode in piena potenza, che non si può disinnescare.




Molte coppie attraversano un periodo di crisi perché gli equilibri vanno ricostruiti, "la coppia si è sfaldata per poi ritrovarsi più volte".

La difficoltà più grande che lamentano le mamme è il coinvolgimento del papà. Il papà si sente estraneo, fa più fatica ad entrare nella diade mamma-bambino e spesso si fa da parte. Le mamme faticano ad accettare "che il suo coinvolgimento fosse diverso, che le sue priorità fossero altre". "Lui aveva ripreso la sua vita di prima", racconta un'altra mamma.

E anche: "Per gli uomini la vita non cambia, mentre le donne diventano madri, mogli, sguattere.... Lo trovo profondamente ingiusto e tutte le volte che lo vedo anche solo sdraiato sul divano mi fa talmente arrabbiare che lo picchierei".

Le mamme allora si interrogano, è davvero questo l'uomo che voglio al mio fianco? L'uomo che deve fare da padre ai miei figli?

Spesso fortunatamente la risposta è positiva, la coppia diventa "una squadra super efficiente" e comincia a ritrovarsi: una serata insieme, una ritrovata complicità e si prova a ricostruire un nuovo equilibrio in tre (o quattro).

La crisi intercorsa aveva due motivi scatenanti principali: da un lato la stanchezza, assassina dell'intimità e della complicità. Dall'altro il fatto che i figli fanno da cartina di tornasole...tutte le falle e le crepe della coppia vengono a galla. Piccole o grandi che siano.
E questo può essere un bene o un male: "Si discute e ci si impara a conoscere sotto altri aspetti."

C'è un tema in particolare che emerge e che mi sta molto a cuore, visto che questi post nascono per dire ciò che non viene raccontato ai corsi pre-parto (e nemmeno dalle altre mamme, visto che mentono). C'è una assoluta "non-conoscenza" di ciò che sarebbe diventata la coppia: "vedevo solo famiglie felici e papà presenti, mentre poi la vita vera mi ha messa davanti ad un panorama molto diverso."

Nessuno insomma avvisa le future mamme di ciò che capiterà alla loro coppia. Pochi sono gli operatori che dispensano qualche timido consiglio, anche solo qualche monito o l'accenno a qualche situazione a cui prestare attenzione.

Io non dico che si debba diventare uccelli del malaugurio o portare sfortuna, ma il fatto che gli equilibri cambino è innegabile, e forse questo alle future mamme e ai futuri papà va detto... io ci provo :)

24 August 2016

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 8

La cosa che non vi hanno detto al corso pre-parto che viene affrontata in ottava posizione è la seguente: le mamme MENTONO!


Sì è una affermazione un po' forte, ma diciamo che non è che mentono consapevolmente...mentono senza sapere che stanno mentendo.

Esempio classico: voi siete alle prese con un bimbo che non ringrazia mai, non saluta, è pure scontroso...e pensate che veramente state crescendo uno screanzato, come sia possibile tutta questa maleducazione, eppure voi dite sempre grazie, forse hanno ragione la mamma, la suocera, zio peppino, ci vogliono gli schiaffoni!

E poi arriva quella mamma che dice "la mia bambina dice sempre grazie, ma sai, è l'esempio, l'ho abituata così!"

Quello che lei non sa è che il fatto che la bimba dice sempre grazie E' UN PURO CASO!!!Certo, se la madre fosse una cafona probabilmente lo sarebbe pure la creatura, ma non vale il contrario. Vale, si spera, per il futuro...a trent'anni forse il ragazzo si ricorderà che la mamma era così una cara ragazza, tanto gentile, in effetti ringraziava sempre, e forse ogni tanto qualche "parolina gentile" uscirà dalla sua boccuccia...ma prima, ve lo giuro, non dipende (solo) da voi.

E chi vuole farvi sentire inadeguate (perchè sì, lo sappiamo che dietro "è l'esempio" c'è l'autocompiacimento di essere tanto un bravo ed educato genitore) un giorno verrà punito, state tranquille...tutto torna, è il karma.

Vediamo quindi le bugie più frequenti:

- ahhh il mio dormiva tutta la notte! Due sono i casi...il più frequente è un puro, puro, puro, puro, purissimo cu...fortuna. Il secondo caso è che la poveretta non ricorda i primi tre-quattro mesi da inferno, ma solo gli ultimi (se la creatura ha ormai diciotto anni ci può anche stare). 

- ahhh beh certo che mangia le verdure, sai, noi ci nutriamo di bacche e germogli, io l'ho sempre abituato a mangiare "roba verde"!!  No, anche qui, hai avuto fortuna! ho la prova in casa...io cucino sempre allo stesso modo, ma due su tre si mangiano pure le gambe del tavolo e uno invece mangia quattro schifezze in croce di cui solo una verde (il pesto)

- andiamo sulla bici senza rotelline più o meno dai due anni, nuotiamo senza braccioli ovvio, poi certamente usa il coltello dai 18 mesi, chiaramente sa leggere e scrivere già dai quattro anni...perché il tuo no????
Qui io non voglio, discutere, qualcuna di queste sarà pure vera, non voglio fior fior di commenti "no ma il mio lo fa e io non ho mai costretto nessuno". Non lo metto in dubbio, ma a volte sono commenti necessari? sono empatici? o usiamo nostro figlio come un vanto? (e lo faccio anche io, è normale)

Insomma le mamme mentono, spesso mentono senza saperlo, le perdoniamo tutte, ma intanto perché non si tengono i loro commenti?
Perché a volte tra mamme non cerchiamo di dimostrarci tutte più comprensive, più empatiche, più accoglienti?


4 November 2013

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 7

Al settimo posto ho pensato di parlare di vita sociale!!!
Il commento di un'amica sulla pagina facebook è stato "Vita che???"

Effettivamente anche questo tema non viene affrontato nei tradizionali corsi pre-parto. Si dà per scontato forse che abbiamo amici con figli e che più o meno abbiamo visto come si sono organizzati.
E come si organizzano le famiglie con figli? Facile, spesso non si organizzano proprio per niente :D

Diciamo la verità, i primi tempi sembra che siamo finiti in un buco nero, ci prende lo sconforto quando giriamo per casa con la macchia di rigurgito sulla spalla, il bimbo avvinghiato a noi, il pensiero che "non uscirò di casa mai più!"
E' verissimo, i primi mesi possono essere devastanti, ma cerchiamo di non vedere tutto più nero di com'è e analizziamo alcune cose...si tratta di poche cose che ho capito in questi anni, frutto di esperienza mia e delle amiche:

- come sempre ripetiamo innanzitutto il nostro mantra "è una fase, passerà!". Prima o poi riusciremo a vedere la luce, CREDETECI
- ogni bimbo è diverso, per cui prima di immolarvi alla causa della solitudine cercate di capire il vostro che tipo sia. Ci sono bimbi che puoi portare ovunque, i primi mesi basta loro la tetta e dormono ovunque. Possono essere portati al ristorante, dagli amici e un po' ovunque, tanto non patiscono, dormono e se fanno storie con un po' di tetta (o di latte) si tranquillizzano. Garantisco, esistono questi bimbi. Provate!
- ci sono però bimbi che invece quando escono sono troppo stimolati, non dormono, la tetta non li calma, sono rognosi tutta la sera e ve la fanno pagare con tutti gli interessi! Ebbene sì, esistono anche questi bambini.
- che si può fare dunque? soluzione economica, ma che necessita di disponibilità e rete familiare: ingaggiate i nonni! una volta ogni tanto possiamo coinvolgerli per un'uscita serale a due. Bando ai sensi di colpa per favore, un'uscita ogni tot di mesi (decidete voi quanti) non farà male a nessuno. Se allattate al seno lasciate magari un po' di latte tirato per ogni evenienza, ma vedrete che spesso il bimbo non cerca la tetta se la mamma non c'è (e poi invece vorrà doppia razione dopo).
- soluzione meno economica: trovate una brava baby sitter. Questo è un tema su cui torneremo perchè le brave baby sitter sono rare, ma se ne trovate una tenetela stretta e ingaggiatela appena potete
- altra soluzione: fate venire gli amici a casa...ad un certo punto metterete i bambini a letto e voi vi godrete la serata. Questa personalmente è la mia preferita.

L'elenco è ovviamente modificabile, volete condividere le vostre strategie?

27 March 2013

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 6

Oggi parliamo di organizzazione!
E' una cosa a cui si pensa poco prima di avere un bimbo poichè ci si concentra sul piccolo esserino che entrerà a far parte delle nostre vite.
In realtà però ci sono molti temi da affrontare o quantomeno cominciare a mettere in conto.

Potremmo parlare per ora di ognuno degli argomenti elencati quindi considerate che lascio qualche spunto e basta...poi ne riparleremo

Casa e stanza del bimbo: per i primi mesi la casa va bene così com'è (esclusa la stanza/angolo del bimbo). Quindi non state ad agitarvi, lasciate tutto com'è e angustiatevi dopo :)
Diverso è per la stanza/angolo del bimbo perchè da qualche parte bisognerà pur mettere la creatura. Io qui vi dico: siate minimali...c'è tempo per sistemare la stanza (ammesso che ci sia) del bimbo, tempo per capire se ad un bimbo ne seguiranno altri, e via dicendo. All'inizio bastano un lettino (che può essere un side bad e può essere la culla per i primi tre mesi) e un posto in cui cambiarlo (che può essere un asciugamano sul letto, non c'è bisogno di grandi attrezzature). Questo ci porta di filato al secondo tema:

Cosa serve ad un bimbo???
Poco poco poco...leggo di cifre folli che secondo me non corrispondono a verità. Una volta che avete preso un lettino e un corredino iniziale (e qui consiglio di sguinzagliare amiche e mamme con bimbi grandi per un gran riciclo) non vi serve molto altro. Se riuscirete ad allattare avrete anche cibo gratis per i primi sei mesi. Vi consiglio la lettura di Bebè a costo zero di Giorgia Cozza che sfata alcuni falsi miti legati a oggetti che non vi servono per nulla.
La mia classifica degli oggetti inutili: il kit per la pulizia del cordone (ormai in molti ospedali vi dicono di non mettere proprio nulla), la bilancia (crea solo allarmismi, meglio andare una volta a settimana in un consultorio, cosa che ci dà la scusa per uscire), la vaschetta super attrezzata per il bagnetto (basta una bacinella grossa che poi riutilizzate per i panni)

Lavoro: questo è un annoso problema perchè la neo-mamma si chiede (già da prima di partorire) quanto stare a casa? quando tornare? e se poi non ho voglia? e come farò dopo?
Su questo tema il mio consiglio è di non decidere nulla prima del parto e prima dei primi 1-2 mesi...non potete prevedere come vi sentirete, non sapete se non vedrete l'ora di licenziarvi e stare sempre sempre con il vostro bimbo o se al contrario non vedete l'ora di tornare tra gli adulti. Conosco mamme che pensavano una cosa il giorno prima del parto e l'opposto il giorno dopo, quindi STATE VAGHE! Si vedrà man mano...
(chiaramente riferendoci a situazioni in cui si può scegliere, e sappiamo che purtroppo non è sempre così)

Asilo-tata-nonni: altro tema spinoso che comincia a proporsi anche a pochi mesi di vita del bimbo (perchè va di pari passo con la scadenza delle iscrizioni al nido). Partiamo dal presupposto che ci sono scelte obbligate, in questo post parliamo invece di chi può scegliere. Per quanto mi riguarda ho scelto il nido in parte perchè obbligata e in parte perchè credevo fosse un contesto più educativo rispetto a tata/nonni (e lo credo ancora oggi che il secondo sta finendo il nido). Il mio consiglio in questo caso è: frequentate mamme (e forum) che abbiano fatto le scelte più disparate e pesate i pro e i contro. Poi se vi scatenate nella discussione ne riparliamo.

27 February 2013

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 5

Vediamo se riusciamo a mantenere il nostro appuntamento del mercoledì.
Oggi parliamo di un tema un po' sottovalutato: la presenza paterna.

Questo post risponde a tutte quelle mamme che:

"La notte mi sveglio solo io perchè lui il giorno dopo lavora"
"Sì prima ci dividevamo i compiti 50 e 50, ma ora in casa faccio tutto io perchè tanto sono qui in maternità"
"Sì lui va in palestra al sabato perchè poverino almeno si svaga un po'"
e via dicendo...

ora, io ho un personalissimo parere sul tema, ma ci terrei a sentire i vostri.

Il mio parere è che anche una volta nato un bambino si debba continuare a dividersi i compiti come prima...che anche un papà che lavora la notte deve aiutare la mamma e (se possibile) farla dormire un po'. Che entrambi i genitori hanno diritto a momenti di svago.

E via dicendo...

Quello quindi che devono dirvi al corso pre-parto è che anche il papà si deve organizzare e prepararsi a farsi stravolgere la vita!

E voi come vi siete organizzate? I vostri compagni hanno reagito bene?

20 February 2013

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 4

Rieccomi!!!
Oggi parliamo del tema numero 4: l'allattamento!

Sì lo so, non ne potete più! Se ne parla praticamente ovunque, è la prima seconda cosa che vi chiedono da quando siete mamme: "Ciuccia?" (la prima è il sonno, per chi se ne fosse dimenticata trovate il post qui).
Soprattutto è forse l'argomento su cui gli "esterni" mettono bocca più di tutti!

Torno a ribadire quanto dissi tanto tempo fa: ogni mamma deve sentirsi libera di agire nel modo che la renda più serena, fregandosene degli altri.
Nel post di allora sostenevo che la non-riuscita di tanti allattamenti fosse da imputare ad un solo problema che avrei svelato più avanti.

Son proprio brava a mantenere i segreti!! :D

Finalmente svelo l'arcano: il problema di tanti allattamenti falliti è l'assenza di SOSTEGNO e di INFORMAZIONE!

La neo-mamma infatti sarebbe anche volenterosa...vorrebbe allattare (pare che almeno il 90% delle future mamme vorrebbe allattare), ma poi si trova a impazzire e combattere con ragadi, ingorghi, dolore, soprattutto DOLORE! Perchè diciamo pure che allattare può essere doloroso (se il bimbo non si attacca come si deve). E cosa manca quindi alla neo-mamma? L'informazione! Pura e semplice! Ci sono contesti in cui se chiedi a 10 persone, otterrai 10 diversi pareri sul corretto attacco, sulle modalità di suzione e sulla tipologia di allattamento.

Quindi la futura mamma cosa deve fare? Intanto notare che ho scritto "futura". Questo perchè, a parer mio, la mamma deve informarsi riguardo l'allattamento prima di partorire (sempre se vuole allattare, beninteso). Deve arrivare preparata! Deve prepararsi al fatto che dal giorno del parto sarà intanto immersa nel cocktail ormonale che la porterà anche a piangere (si veda baby blues) e poi sarà circondata da mille persone che vorranno dire la loro.

Ergo il mio consiglio è di informarsi prima, trovare consulenti IBCLC, frequentare gruppi di mutuo-aiuto, leche league, amiche, andare a trovare neo-mamme che allattano, leggere libri, vedere video, ecc...

Potrebbe essere utile anche creare una rete di sostegno (il gruppo di cui sopra) e una consulente per l'allattamento che la sostenga, che la supporti. Va bene anche la nonna che ha allattato quattro figli eh...l'importante è che il sostegno non arrivi da "ma non vedi che non hai latte???".
(o dal signore qui sotto: l'immagine è tratta dal sito del bambino naturale, sito che vi consiglio)





24 October 2012

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 3

Come ogni mercoledì un nuovo tema per le nostre "10 cose blablabla"

Oggi parliamo di leggerezza!



Cosa intendo per "leggerezza"?

Proverò a spiegare...come prima cosa vi riporto una citazione dalla mia pagina facebook: Pamela ci dice "Indietro non si torna. E' la prima cosa che ho pensato quando ho visto positivo il test del mio primo figlio."

Ecco, il punto è questo. Una volta che rimani incinta del tuo primo figlio sei madre! E da questo status, non solo non puoi tornare indietro, ma non puoi nemmeno prendere una pausa.

Se sei in ufficio pensi a dove sono i tuoi bimbi, con chi, e anche se ti fidi ciecamente, vivi con il segreto terrore che il telefono squilli e sul cellulare compaia la scritta "Asilo".
Se sei per una timida volta a cena con la tua dolce metà, il pensiero correrà alle tue belve che stanno sfasciando la casa di tua madre :)
Se anche sei una persona molto easy e pensi "va beh pace, oggi si sfascia, domani si sistema" comunque il tuo pensiero almeno una volta andrà a loro.

Non c'è più quella meravigliosa leggerezza delle 3 del mattino "E se domani partissimo? così in vespa?"
Quella sensazione di "Stasera non ho voglia di mangiare, sgranocchio patatine davanti alla TV"
"Ecco ora basta, prendo e vado a fare un giro!!!"

Non c'è più!

E voglio citare questo passo che meglio di me esprime il concetto...il brano è tratto da "Chicken Soup for the Women''s Soul" (libro che dovrò comprare prima o poi)


Il tempo sta scadendo per la mia amica.
Siamo sedute a pranzo quando casualmente mi dice che lei e suo marito stanno pensando di "cominciare una famiglia".
Quello che intende è che il suo orologio biologico ha cominciato il conto alla rovescia e la sta costringendo a considerare la prospettiva della maternità.  
"Stiamo facendo un sondaggio" dice, quasi scherzando.
"Pensi che dovrei avere un bambino?" 
"Ti cambierà la vita" dico con attenzione, mantenendo un tono neutrale. 
"Lo so" dice.
"Niente più dormite fino a tardi il sabato, niente più vacanze improvvisate..." 
Ma questo non è proprio ciò che intendo.
Guardo la mia amica, cercando di decidere cosa dirle. 
Voglio farle sapere ciò che non imparerà mai ai corsi preparto.
Voglio dirle che le ferite fisiche di una gravidanza guariscono, ma che diventare madre la lascerà con una ferita emotiva così profonda che la renderà per sempre vulnerabile. 
Considero l'idea di avvertirla che non leggerà mai più un giornale senza chiedersi "E se si fosse trattato di mio figlio?".
Che ogni disastro aereo, ogni incendio la tormenterà.
Che quando vedrà le foto di bambini ridotti alla fame, si chiederà se possa esistere cosa peggiore del veder morire il proprio figlio.  
Osservo le sue unghie laccate con cura e il suo completo alla moda e penso che non importa quanto possa essere sofisticata, diventare madre la ridurrà allo stato primitivo di un'orsa che protegge il suo cucciolo.
Che all'urlo di "Mamma!" farà cadere il soufflè o il suo cristallo più bello senza un momento di esitazione.
Sento che dovrei avvertirla che indipendentemente da quanti anni abbia investito nella sua carriera, verrà professionalmente dirottata dalla maternità.
Potrebbe lasciare suo figlio alle cure di qualcuno, ma un giorno andrà ad un'importante riunione di affari e penserà al dolce odore del suo bambino.
Dovrà usare ogni grammo di disciplina per trattenersi dal correre a casa solo per assicurarsi che suo figlio stia bene.
Vorrei che sapesse che le decisioni quotidiane non saranno più semplice routine.
Che il desiderio di un bambino di cinque anni di andare nel bagno degli uomini del McDonald's piuttosto che in quello delle donne si trasformerà in un gran dilemma.
Che proprio là, nel mezzo del rumore di vassoi accatastati e delle urla dei bambini, le questioni di indipendenza e di identità di genere verranno valutate contro la prospettiva che un pedofilo possa nascondersi in bagno.
Per quanto sicura di sè possa essere in ufficio, come madre tirerà sempre a indovinare.
Nel vedere la mia amica così attraente, vorrei assicurarle che alla fine butterà giù i chili della gravidanza, ma che non si sentirà mai più la stessa.
Che la sua vita, ora così importante, avrà minore valore ai suoi occhi quando avrà un figlio.
Che la darebbe in un istante per salvare la sua prole, ma che comincerà anche a sperare di poter vivere più anni, non per realizzare i propri sogni, ma per vedere suo figlio realizzare i suoi.
Desidero farle sapere che la cicatrice di un cesareo o una smagliatura lucida diventeranno distintivi d'onore.
La relazione con suo marito cambierà, ma non come pensa. 
Vorrei che potesse capire quanto di più si possa amare un uomo che cosparge di talco un bambino con tanta cura o che non esita mai a giocare con suo figlio o sua figlia.
Vorrei che sapesse che si innamorerà di nuovo di suo marito per motivi che ora troverebbe tutt'altro che romantici.
Vorrei che la mia amica potesse percepire il legame che sentirà con tutte le donne che attraverso la storia hanno tentato disperatamente di metter fine alla guerra, ai pregiudizi e alla guida in stato di ebrezza.
Spero che capirà come io possa pensare razionalmente alla maggior parte delle cose, ma possa perdere temporaneamente la ragione quando discuto della minaccia della guerra nucleare nel futuro dei miei figli.
Vorrei descriverle l'euforia nel vedere tuo figlio imparare a colpire una palla da baseball.
Vorrei immortalare per lei la grassa risata di un bambino che tocca per la prima volta il soffice pelo di un cane.
Voglio che provi la felicità così reale che fa male.
Lo sguardo interrogativo della mia amica mi fa realizzare che mi sono venute le lacrime agli occhi.
"Non te ne pentirai mai", dico alla fine. 
Poi allungo la mano sul tavolo verso la sua, gliela stringo e prego per lei e per me e per tutte le altri semplici donne mortali che nel loro cammino inciampano nella più santa delle chiamate.

17 October 2012

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 2

Rieccoci con le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto.

Oggi parliamo di baby blues!

immagine di Rick Kirkman & Jerry Scott

Questo, come forse sapete tutti, è un tema per me fondamentale! Difatti quando ho avuto il mio Kipi non ero assolutamente preparata allo stravolgimento ormonale che ti colpisce e che ti porta a piangere (quasi) tutti i giorni.
Dopo quello che è successo a me ho parlato con tante mamme e nel mio piccolo ho fatto un'analisi che voglio condividere con voi.


E' assodato che il baby blues, questo stato di tristezza accompagnato da pianti e angosce, colpisca quasi tutte le mamme. E' un momento normalissimo, dovuto allo sbalzo di ormoni: gli ormoni della gravidanza spariscono di botto per far spazio agli ormoni dell'allattamento...

...e se già in gravidanza gli ormoni ci hanno fatto sballare figuriamoci dopo il parto

Dalla mia piccola analisi ho dedotto che ci sono due tipi di sensazioni:

- la sensazione "mamma inadeguata": perchè piange? cosa ho fatto di male? non ho latte? non sono capace? non ce la farò mai!!!

- la sensazione "mamma pentita": perchè l'ho fatto? stavo meglio prima! Ridatemi la mia vita! cosa vuole da me? rimandiamolo indietro!

Entrambe le sensazioni sono accompagnate da grandi sensi di colpa, da pianti, crisi, vergogne.

Si tende a piangere solo con persone molto care (a volte solo con il partner, altre con la famiglia d'origine, altre volte con nessuno).

C'è almeno un aspetto positivo? Sì c'è! E' che tutto ciò è normalissimo! Tante mamme ci sono passate e tante ci passeranno! Inoltre passa...magari piano ma passa!! C'è chi ci mette 15 giorni, chi un mese, chi due, ma diciamo che verso i 2 mesi di vita del bimbo si sta sicuramente meglio (diversa è la depressione vera e propria che dura mesi e mesi, ma quella necessita di cure adeguate e di una persona competente che vi segua).

Che fare dunque? Niente, aspettare e abbandonarsi al momento del pianto, allo sconforto, parlarne tanto con il partner....magari informarlo prima del fatto che "le amiche vi hanno detto che", magari chiedergli se ha amiche mamme di parlar con loro, insomma dargli gli strumenti per far sì che capisca che è una fase e che vi ripeta sempre "Piangi e non ti preoccupare, poi passa".

E poi sfogarsi con le amiche già mamme, non quelle che "ah io sono stata felice dal primo giorno", ma quelle "scherzi, piangevo tutti i giorni!!".

Importantissimo è il riposo. La neo-mamma deve dormire il più possibile, deve trovare (e chiedere, mamme CHIEDETE!) l'aiuto delle persone che la circondano in modo che altri si occupino di pasti, pulizie, ecc...la neo-mamma dovrà stare con il bambino e riposare.

Poi ovviamente seguire i post di Artemadre riguardo i le 10 cose che non vi hanno detto al corso :)

Volendo, potete approfondire qui. In rete comunque si trova parecchio materiale.

Aggiungo che se vi ha fatto sorridere la vignetta in alto, ne trovate altre sul sito di Baby Blues Comic Strip.

10 October 2012

Le 10 cose che non vi hanno detto al corso pre-parto: numero 1


Oggi inauguriamo una nuova serie di post che vi terrà compagnia ogni mercoledì.

I post nascono da una discussione sulla mia pagina facebook: "Qual è il tema di cui si parla meno riguardo l'avere figli?"

Dalle risposte a questa discussione sono nati i dieci punti che vedremo uno a settimana.

Oggi si parla di SONNO!!!



Vedo già facce che si muovono e fanno sìsì con la testa.

Il sonno è il tema principale per la neo-mamma e chi la circonda. Difatti la prima domanda che viene rivolta alla neo-mamma è "E' bravo? Dorme?"
Come se "la bravura" di un neonato (bravura poi!) si misurasse in base a quanto il neonato dorme.

Certo, i concetti di bravo o cattivo al neonato non si applicano, siamo d'accordo. Però è vero che la follia della neo-mamma si misura in base al sonno del suo bimbo.

Care mamme, ora vi dirò quello che al corso non vi hanno detto: scordatevi di dormire tutta la notte per i primi mesi del bambino! Dimenticate quelle belle dormite fino alle 11 del mattino, quel riposo profondo, ininterrotto e quieto.

Sappiate che il bimbo che dorme tutta la notte NON ESISTE! E se a tutte le vostre amiche è capitato questo bimbo sappiate che le vostre amiche MENTONO! E se anche questo bimbo angelico esiste, è rarissimo! E se è rarissimo non capiterà a voi!
Meglio pensarla così, almeno non sarete deluse ;)

Quindi rassegnatevi e preparatevi ad un neonato che si sveglierà più o meno 5-6-7 volte per notte! Più o meno senza motivo! Certo, può andare bene, se riuscirete ad allattare (e con "riuscirete" intendo dire che avrete il giusto supporto) probabilmente la tetta vi aiuterà molto, basterà porgergliela e il bimbo si riaddormenterà (forse). Se avrete l'aiuto del padre (e lavoriamo assieme in modo che il "se" diventi un "quando") qualche volta si sveglierà lui e voi potrete dormire un pochino, ma avrete comunque un occhio aperto.

Quindi preparatevi. Immaginate gli scenari peggiori! Fate in modo di poter dire "pensavo peggio".

E restate in ascolto, qualche dritta arriverà.